Il diavolo tentatore e innamorato, di Camilleri e Jacques Cazotte

Due grandi autori, due libri apprezzati e un solo soggetto sempiterno: il diavolo. Stiamo parlando di Il diavolo che tentò se stesso, di Andrea Camilleri (2005) e di Il diavolo innamorato, di Jacques Cazotte (1772). Due opere immense che la Feltrinelli riunisce in una particolare edizione nel 2012.

Il diavolo che tentò se stesso: trama

Bacab è un lucifugo, nato dall’unione tra un diavolo d’aria e una fanciulla. Quelli come lui sono diavoli minori, piccoli come un verme e al servizio di Satana. Il loro compito consiste nell’introdursi in quella parte del corpo umano, maschile e femminile, dove si origina il piacere per indurre l’individuo a scivolare in amori pazzi ed “esecrabili”.

I superiori di Bacab lo mandano in diverse parti del mondo per adescare sempre più anime. Ma il protagonista inizia a vivere con sofferenza questa sua realtà e non riesce a capire l’utilità del suo lavoro.
All’improvviso un’idea. Il lucifugo decide di manovrare il destino e l’anima degli uomini a proprio piacimento, senza rispettare le regole dei superiori. Le cose, però, non vanno bene: questa piccola presa di posizione origina un grosso problema per il mondo delle tenebre, un problema da risolvere subito anche con i consigli della concorrenza celeste.

L’autore Camilleri

Il diavolo ispirato

Camilleri si ispira alla famosa opera di Cazotte per ricamare la storia di Bacab. Facendo fede a quella cifra stilistica che ha segnato la sua penna, lo scrittore siciliano dipinge un quadro molto particolare del diavolo e dei suoi aiutanti.
Si parte dal principio, spiegando come sono andate veramente le cose tra Lucifero e Dio, fino a illustrare con esaustiva semplicità la rigida organizzazione che, così come quella della criminalità mafiosa, muove gli ingranaggi del mondo oscuro.

Il jorno avanti di finire la vacanza, s’appresentò un lucifugo del CCCLC (Centro collegamento con la Cupola).

p. 23
Diavolo

Una pericolosa tentazione

Ma il diavolo di Camilleri non è solo il crudele tentatore che la tradizione inserisce nell’immaginario collettivo; è qualcosa di più.
Il lucifugo camilleriano è figlio di quella semplice, ironica e pungente intelligenza (per tanto tempo il sapere stesso e la sua continua ricerca è stato considerato un grave peccato dagli uomini) che caratterizzano quasi tutti i personaggi dell’autore siciliano. Ma non solo; Bacab dal basso della sua posizione di diavolo semplice replica uno dei più grandi peccati che hanno segnato per sempre il mondo: l’arroganza.
Così come il suo famoso capo, il diavolo d’aria decide di non sottostare più alle regole, di prendere l’iniziativa per cercare quel tornaconto che fa muovere mari e monti, che compromette anche la natura degli uomini. La più grande tentazione Bacab la rivolge a se stesso, lasciandosi catturare dalla fascinosa trappola luciferina del potere.

[…] forse avevo toccato una luciferina perfezione: quella di un diavolo che tenta se stesso. Questa idea mi ‘mbriacò d’orgoglio. E stabilii che alla prima occasione giusta avrei agito a modo mio.

p. 16

Ribellione, sottomissione, punizione, cattiveria, avarizia; questi sono solo alcuni degli elementi che spingono Bacab e la sua avventura. E anche qui, come nella storia che tutti conosciamo, il finale non è dei più rosei e a pagarne le spese sarà proprio il protagonista.
Lo scritto di Camilleri è una breve, ma intensa, girandola di ilarità e di fantasia che ci restituisce il ritratto di un maligno originale e dalle raccapriccianti somiglianze umane.

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Il diavolo innamorato: trama

Napoli, fine Settecento. Alvaro, un venticinquenne spagnolo a capo delle guardie del re di Napoli, viene sfidato a dimostrare il suo coraggio e ad apprendere l’ignoto invocando il diavolo. Il giovane accetta e con grande sorpresa di tutti riesce non solo a chiamare uno spirito, ma anche a convincerlo a ubbidirgli. Questi, dopo aver appurato di non riuscire con le sue orrende fattezze a intimorire il capitano, assume le sembianze di una seducente giovane donna, Biondetta.

La fanciulla, impressionata dall’audacia di Alvaro, decide di servirlo per tutta la vita e di introdurlo a conoscenze che l’uomo mortale ignora.
Se in un primo momento il giovane acconsente alla compagnia di quell’essere dalla rara bellezza, successivamente capisce che qualcosa non va per il verso giusto.
Biondetta giura eterno amore e fedeltà e preme affinché l’unione con Alvaro non sia soltanto di tipo spirituale. Il giovane capitano diventa così il protagonista di un gioco fatto di seduzione, ossessione e tormento; un gioco dai risvolti molto singolari.

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Una semplice novella spagnola?

Nel 1772 esce la prima edizione de Il diavolo innamorato (Le Diable amoreux) scritto dall’ufficiale di marina Jacques Cazotte.
In quanto figlio del suo tempo, il testo ha ricevuto numerose critiche. In quel periodo storie e fantasie sulla figura del diavolo e sul rapporto che questo stringe con gli uomini sono floridi, destando curiosità anche di tipo morboso e incontrollabile paura da parte dei credenti.
Cazotte riunisce questi climi, questi timori e queste curiosità in un racconto fantastico che ai più potrebbe apparire semplice, ma così non è.

Il testo, classificato semplicemente come novella spagnola, affronta attraverso l’ausilio di due protagonisti, l’uomo e il diavolo, diversi aspetti della fantasia e della realtà.

Sapere, amore, passione

La sete di conoscenza è il motore della storia. Pur di accedere al “sapere”, Alvaro accetta di scivolare in pratiche oscure per evocare uno spirito e decide di legare ad esso l’intera esistenza per apprendere quello che altri uomini non sanno.
Come un qualsiasi altro individuo davanti a un peccaminoso ignoto, il giovane capitano lotta con tutte le sue forze anche contro se stesso.

D’altro canto, lo spirito decide di farsi donna – con tutte le fragilità e la forza che questo comporta – in nome di un sentimento forte, riconducibile all’amore. Biondetta si fa fragile creatura bisognosa di affetto, ma allo stesso tempo ha la forza di lottare per stare accanto al suo amato anche quando questo vuol dire superare i difficili scogli delle convenzioni sociali

“Dunque avete detto che eravamo sposati?”
“Sì”, risponde, “non potevo dire altro che la verità. Ho la vostra parola, voi avete la mia. Questo è l’essenziale. I vostri convenevoli sono precauzione contro la malafede, e io non vi presto alcuna attenzione […]”

p. 96

E poi i grandi temi della seduzione e delle passioni. Emozioni vietate, scandalose e irresistibili.

La novella di Cazotte affascina perché contiene tutto questo entro una cornice enigmatica, oscura ma mai pesante. Il grande merito della penna francese è quella di aver creato un crudele divertimento dal costrutto in continuo equilibrio tra realtà e finzione.
Leggendolo si ha come l’impressione di entrare in un sogno che spesso si fa incubo. L’incredibile avventura è vera o immaginata? La perfida creatività dell’autore non fa altro che instillare questo dubbio per tutto il tempo.

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Il diavolo innamorato: curiosità

L’edizione tradotta da Feltrinelli è quella della ristampa del 1876. Alla prima edizione del 1772 segue un canovaccio successivo scritto di getto dall’autore. I lettori della prima versione avevano considerato il finale troppo brusco e Cazotte decide di allungarlo inserendo le conseguenze dell’incontro con Biondetta.

L’autore Jacques Cazotte

L’autore Cazotte

L’ufficiale di marina Jacques Cazotte nasce a Digione nel 1719. Il suo grande interesse per la lettura, il mistero e le forze oscure lo guidano per tutta la vita, segnando la sua carriera e il suo destino.
Inizia a scrivere numerosi testi in cui prevale la lotta tra bene e male, lo scontro tra l’uomo e spiriti malvagi.
L’unione con la setta dei Martinisti – che avevano il compito di contrastare le forze demoniache e di entrare in contatto con gli spiriti buoni – lo annovera nella cerchia dei visionari, reazionari e clericali. Questa sua posizione, avvalorata anche dalla dichiarata avversione della Rivoluzione del 1789, lo porta alla ghigliottina nel settembre del 1792.

Marilisa Pendino

Il diavolo tentatore/Il diavolo innamorato

Autori: Andrea Camilleri e Jacques Cazotte
Casa editrice [edizione letta]: Feltrinelli
Anno: 2013
pp. 119

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