La panne – Una storia ancora possibile, di Friedrich Dürrenmatt

Io credevo che la strada passasse per l’uomo, e dall’uomo dovesse nascere il destino.

Pablo Neruda

La panne. Una storia ancora possibile (titolo originale: Die Panne, Eine noch mögliche Geschichte) è il famoso romanzo dell’autore svizzero Friedrich Dürrenmatt scritto nel 1956. La prima edizione italiana esce per i tipi di Einaudi nel 1972.

Leggi anche: La Signora nel Furgone, di Alan Bennett

La panne: trama

Un guasto alla macchina costringe Alfredo Traps, rappresentante di articoli tessili, a fermarsi in un piccolo paese. A Traps, uomo affamato di avventure, la panne non dispiace più di tanto, specie se questa offre l’occasione di dormire fuori casa, lontano da moglie e figli.

Ma la speranza di trovare ospitalità presso una qualche gentile signora va in frantumi; ad accogliere lo sventurato è un vecchio giudice ormai in pensione.
Quello che si prospettava un asilo noioso, però, si rivela alquanto curioso. L’ex giudice presenta ad Alfredo i suoi vecchi amici: il pubblico ministero Zorn; l’avvocato Kummer e l’oste (e boia) Pilet. Tutti simpatici vecchietti a riposo.

Il rappresentante è invitato a partecipare a un innocente passatempo che gli ex uomini di legge svolgono per sentirsi ancora utili. Una sorta di gioco che consiste nell’inscenare un processo ai danni, in questo caso, dell’ospite che deve far di tutto per dimostrare la sua innocenza.

Leggi anche: Il Segno degli Ordos e Shalis: la saga di Bolle si completa e una nuova storia inizia

Ben presto, attorno ad un tavolo ricco di vini e di piatti squisiti, Traps viene accusato e difeso, chiamato a testimonianze finte e a confessioni veritiere. Il bizzarro gioco dura tutta la notte, oscillando tra fantasia e realtà, risate e sbigottimenti fino ad avviarsi ad una conclusione buffa, ma dai lontani sentori tragici.

Lasciate ogni convinzione, voi ch’intrate

La panne è il romanzo che meglio rappresenta la penna di Dürrenmatt. La bizzarra storia di Alfrendo Traps è un concentrato di satira, critica e rovesciamento di quella realtà apparente che Friedrich sa ben raccontare.
Attraverso il gioco semplice e perverso dei quattro ex uomini di legge, l’autore analizza la crudele e disumana precisione della macchina giudiziaria.

Bisogna confessare, che si voglia o no, c’è sempre qualcosa da confessare

p. 38

E la giustizia (tema caro allo scrittore), con la sua lungimiranza e la sua cecità, si scontra e si mescola con la natura umana che si fa debole e, allo stesso tempo, furba; che non lascia intaccare la sua purezza; che spesso s’inginocchia al volere del caso e che sempre per la prima volta si scopre nuova, estranea a se stessa.

L’imputato, – disse, – dubita della sua colpa. È umano. Chi di noi può dire di conoscere se stesso, chi conosce i propri misfatti, le proprie colpe segrete?

p. 44

Traps da giocatore inesperto diventa imputato perfetto. E in un continuo e brillante esercizio di immedesimazione ed estraneazione – che lo scrittore costruisce ad arte – il rappresentante mette in dubbio tutto il suo essere.

[…] era d’accordo […], si era trattato di un vero omicidio, di un omicidio consapevole, ora gli era tutto chiaro.

p. 64

Ne La panne non c’è un attimo di riposo. Dürrenmatt intrappola il suo lettore in un accattivante passatempo dell’assurdo dove la realtà, di tanto in tanto, fa capolino. E, così, sfogliando le pagine di questo breve e intenso romanzo, non si può fare altro che ridere, giudicare, accusare, assolvere, confessare e ribaltare (anche solo per un momento) ogni piccola convinzione. Quello che rimane è una storia possibile che si fa spazio tra gli ostacoli delle false certezze per raccontare l’altra faccia della verità anche solo per caso.

L’autore

Lo scrittore, drammaturgo e pittore svizzero Friedrich Dürrenmatt nasce a Stalden im Emmental il 5 gennaio 1921 e muore a Neuchâtel il 14 dicembre 1990.

Non è semplice delineare Dürrenmatt. Molti lo vogliono come una mina vagante, ambiguo sul piano politico e crudele mattatore dalla satira pungente. Bambino solitario, preferisce i disegni alla compagnia dei suoi coetanei. Da ragazzo litiga spesso con il padre, pastore anglicano, e per farlo infuriare meglio si proclama sostenitore di Hitler.

Dopo il diploma inizia a studiare filosofia a Zurigo nel 1941, ma due anni dopo abbandona gli studi. A ispirare la sua carriera di scrittore sono autori come Kafka e Brecht, grazie a loro inizia a scrivere racconti brevi e opere teatrali.

La panne
L’autore Friedrich Dürrenmatt

L’arte di Dürrenmatt

È del 1947 la sua prima opera teatrale intitolata Es steht geschrieben (Sta scritto), mentre il primo romanzo è Il giudice e il boia del 1950.

Dürrenmatt ha una vita irrequieta. Scrive; si dichiara pro Israele; attacca altri autori che prima sosteneva; esprime con foga le sue idee; la sua salute è altalenante, il diabete non gli dà pace. Viaggia alla scoperta degli Stati Uniti; della Polonia; dei campi di concentramento e di Israele.

Tutta la sua arte è una critica alla società in chiave grottesca e uno smascheramento del finto buonismo della realtà svizzera. Un grande tema affrontato dalle sue opere è la giustizia. Friedrich si convince e vuole convincere gli altri che quello che eticamente si può condannare sfugge alla giustizia. Si avvicina e si allontana dal romanzo poliziesco, accattivante ma dal costrutto troppo debole e artefatto per una fedele ricerca della verità.
Altri grandi temi affrontati sono la fede e il caso. Per lo scrittore, il destino dell’uomo è governato unicamente dal caso. Ateo convinto, indaga e cerca Dio in molte sue opere.

La sua pittura (era pittore autodidatta) è una dissacrante parodia della mitologia e della religione che mai sfocia nell’insulto, ma che si propone come uno svecchiamento della narrazione classica. Tra le opere famose: “Minotauro” e “La crocifissione”.

Leggi anche: I Quaderni di Serafino Gubbio operatore – Pirandello

A Dürrenmatt va il merito, insieme all’amico (poi allontanato) e collega Max Frisch, di aver rinnovato il teatro di lingua tedesca, analizzando criticamente luci e ombre della società.
Tra le altre opere dell’autore: Il sospetto (1960); Giustizia (1985); La valle del caos (1989).

La panne
Una scena di Die Panne

La panne: curiosità

Nel 1972 esce un film liberamente ispirato da La panne, intitolato La più bella serata della mia vita (frase finale del romanzo) interpretato da Alberto Sordi, per la regia di Ettore Scola.

Nel 2008 l’opera sale sul palcoscenico italiano grazie a Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando, con l’adattamento teatrale ‘Die Panne’ di Edoardo Erba, per la regia di Armando Pugliese.

Marilisa Pendino

La panne

Autore: Friedrich Dürrenmatt
Casa editrice [edizione letta] Einaudi
Anno: 1972
pp. 70

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.