Le Horla: I racconti di Guy de Maupassant

Le Horla nasce come storia breve pubblicata nel 1885 con il titolo Lettre d’un fou (lettera di un pazzo); firmata, pare, con lo pseudonimo Maufrigneuse. Successivamente l’autore riprende il soggetto e ne trae altre due versioni. La prima versione, intitolata già Le Horla, viene pubblicata nel 1886 sul quotidiano Gil Blas, mentre la seconda versione, molto più lunga e nota, mantiene lo stesso titolo e trova collocazione all’interno dell’omonima antologia pubblicata nel 1887.

Le opere presentano tre diverse forme letterarie. Lettre d’un fou ha la forma del romanzo epistolare; la prima versione di Le Horla è caratterizzata dalla presenza della trama a cornice, ossia una storia principale dalla quale si diramano altre storie secondarie; e la terza si presenta come un diario personale interrotto.

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Trama

Un uomo celibe, appartenente all’alta borghesia, percepisce una strana presenza nella sua dimora. Da qualche giorno un’inspiegabile inquietudine e un forte sentimento di paura attanagliano la sua anima.
In casa vive unicamente con la sua devota servitù. Ciononostante, ha la sensazione di essere osservato, toccato e infastidito da qualcuno o qualcosa che non si può vedere a occhio nudo.
Cos’è che terrorizza un uomo che non ha mai avuto paura di nulla?
È le Horla! Entità decisa a molestarlo, a prendersi gioco di lui, disturbando i suoi sogni e rovinando le sue giornate. Ma esiste davvero? Come è fatta?

Le Horla


Lo sventurato forse sta perdendo la ragione, eppure qualcosa è lì in camera sua che lo guarda torturando la sua mente.
Dopo mesi passati in uno stato di forte agonia, si arriva a una soluzione: bisogna eliminare definitivamente la terribile presenza e riacquistare la pace interiore. A questo proposito, il protagonista riesce a elaborare un piano sofisticato, ma qualcosa va storto e l’impresa si conclude con dei risvolti agghiaccianti.

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Che cos’è le Horla?

Pazzia; questa è la prima cosa che viene in mente leggendo Le Horla. E molto probabilmente il nostro povero protagonista è davvero scivolato nella follia. Ora, la domanda sorge spontanea: era già pazzo o lo ha reso folle le Horla?
Conoscendo l’arte e la stessa esistenza della penna francese, si può facilmente percepire quel tocco di pazzia svolazzare tra le pagine di questo racconto, ma tra le righe c’è qualcosa di più.

Le Horla non è solo un semplice distillato di demenza. È il nostro doppio, un agglomerato che nasce dall’unione degli elementi più bassi del nostro essere che, un po’ per natura, un po’ per l’inquinamento dovuto a quanto di brutto e corrotto c’è nel mondo, assume la forma di una presenta effimera, un quasi-individuo che smania per cacciarsi fuori dal nostro corpo e prendere, finalmente, il sopravvento.
Avete presente il Dottor Jekyll e Mr. Hyde? Ecco, una cosa del genere. Le Horla è la versione nera e infetta di noi stessi. E lo scontro disperato tra il povero protagonista e la strana presenza è l’esempio esasperato della lotta estenuante e quotidiana che ognuno di noi affronta ogni qualvolta deve decidere tra il bene e il male.

Tutti abbiamo dentro una piccola presenza oscura (non esiste bene senza male!) che scalpita, cova e spera di uscire fuori. Fuori ha la possibilità di guardarci in faccia, destabilizzarci e, una volta annientati, prendere il controllo anche da dentro. Una battaglia eterna fatta di scelte e di posizioni, una battaglia portata avanti da un unico individuo che è carnefice e vittima.
E voi, avete già conosciuto il vostro Horla?

Marilisa Pendino

Vi proponiamo un piccolo estratto:

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