Elena Ferrante: “Storia del nuovo cognome”, la consapevolezza di una vita sbagliata

-Guardami finché non mi addormento. Guardami sempre, anche quando te ne vai da Napoli. Così so che mi vedi e sto tranquilla.-
[cit. Lila in “Storia del nuovo cognome”]

Storia del nuovo cognome è un romanzo della scrittrice italiana conosciuta con lo pseudonimo di Elena Ferrante. Pubblicato nel 2012 da edizioni e/o, è il secondo della tetralogia de L’amica geniale che comprende anche: L’amica geniale (2011), Storia di chi fugge e di chi resta (2013), Storia della bambina perduta (2014).

Storia del nuovo cognome, la ‘Ferrante Fever’ continua

Storia del nuovo cognome è diventato oggetto della seconda stagione dell’omonimo adattamento televisivo prodotto da Rai Fiction, TIMvision, Wildside, Umedia, Fandango e HBO con la regia di Saverio Costanzo e Alice Rohrwacher. Come la prima stagione, è composta di otto episodi con la particolarità di avere i dialoghi principalmente in dialetto napoletano. In Italia è andata in onda in prima visione assoluta su Rai 1 dal 10 febbraio al 2 marzo 2020. Sarà trasmessa anche nel USA con il titolo di Story of a New Name, in lingua originale sottotitolata in inglese.
L’autrice napoletana ha ottenuto un enorme successo in Italia e nel resto del mondo, soprattutto negli Stati Uniti. A tal punto che nel 2016 il settimanale Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti al mondo. Nel 2017 è stato prodotto un documentario, intitolato Ferrante Fever, con la regia di Giacomo Durzi, che racconta attraverso varie testimonianze come l’autrice ha raggiunto tanta popolarità.
I suoi romanzi si contraddistinguono per un lessico crudo e schietto che si rivolge direttamente al lettore che riesce a immedesimarsi completamente nei personaggi.

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Il capitolo precedente della saga narrava l’infanzia e l’adolescenza delle due protagoniste. Il secondo volume contiene un’unica parte denominata “Giovinezza” e riprende le vicende da dove si sono interrotte. La voce narrante è sempre quella di Elena Greco (o Lenù) che da adulta racconta la storia della sua amicizia con Raffaella Cerullo (da lei chiamata affettuosamente Lila) attraverso gli anni.
L’amica geniale si conclude con lo sguardo furente di Lila sulle scarpe, che lei aveva ideato e fabbricato, ai piedi dell’odiato Marcello Solara, al suo banchetto nuziale.

Storia del nuovo cognome: trama

Storia del nuovo cognome inizia in un giorno di primavera del 1966, cinque anni dopo il matrimonio. Lila consegna a Lenù dei quaderni che contengono esercizi di scrittura, traduzioni in latino e greco e tutte le emozioni che la ragazza ha provato dall’infanzia fino a quel momento facendosi promettere di non aprirli mai. La Elena adulta riprende a raccontare la sua storia riferendosi a quello che ha letto in quei quaderni.

Storia di stupro e violenze

Inizia dal disastroso viaggio di nozze dell’amica con suo marito Stefano Carracci in cui subisce uno stupro e varie violenze. Al suo ritorno Lila inizia la sua vita con il nuovo cognome: a soli sedici anni è diventata la signora Carracci. La ragazza intraprende una lotta contro il marito e il fratello entrati in affare con i fratelli Solara, i camorristi del rione. I quattro giovani decidono di aprire un negozio di scarpe in Piazza dei Martiri, nel centro di Napoli, in cui vendono le calzature ideate da Lila. Inoltre, deve anche affrontare nei primi anni di matrimonio il problema della maternità mancata. In seguito a un aborto, i medici le prescrivono un periodo di mare per rimettersi in forze.

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L’estate a Ischia

Le due amiche trascorrono, quindi, l’estate a Ischia, insieme alla signora Nunzia, la mamma di Lila, e a Pinuccia, la cognata incinta. Sull’isola le ragazze incontrano Nino Sarratore, amore segreto di Lenù, e il suo amico Bruno Soccavo. Durante quelle giornate spensierate in spiaggia Nino si avvicina a Lila e tra i due scoppia l’amore e la passione. Questa storia prosegue anche dopo l’estate, infatti, Lila lascia il marito e scappa con Nino del quale rimane incinta. La convivenza dura neanche un mese e dopo la rottura, la ragazza, aiutata dall’amico di infanzia Enzo Scanno, innamorato di lei da sempre, ritorna a casa.

Una fonte di ispirazione

Contemporaneamente Lenù racconta il progredire dei suoi successi scolastici come il conseguimento del diploma al liceo classico e la laurea in lettere alla prestigiosa università Normale di Pisa. Durante i suoi anni universitari la ragazza si avvicina dapprima all’attivista Franco Mari e successivamente a Pietro Airota, figlio di un professore universitario, con il quale si fidanza. Poco prima della laurea scrive un racconto autobiografico e lo consegna a Pietro che riesce a farlo pubblicare tramite le conoscenze della madre. Riceve anche una cassetta di lettere e quaderni da parte della sorella della maestra Oliviero, ormai morta. Tra questi ritrova il libro scritto da Lila a dieci anni, La fata blu, e si rende conto che è stato da sempre la sua fonte di ispirazione.

Il primogenito di Lila

Durante quegli anni Lila partorisce il suo primogenito Gennaro (detto Rino), ma il suo matrimonio precipita definitivamente e nuovamente con l’aiuto di Enzo lascia per sempre la casa del marito e si trasferisce con l’amico a San Giovanni a Teduccio.
Dopo la pubblicazione del suo primo libro Lenù torna a casa e vuole rivedere la sua amica che ha iniziato a lavorare nel salumificio di Bruno Soccavo. La scopre in condizioni pessime, le due si abbracciano e si promettono di non separarsi mai più.
Il racconto di Elena continua negli altri due romanzi in cui viene raccontata la fase adulta della vita delle due protagoniste fino alla vecchiaia.

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Questo romanzo supera le aspettative che il finale del precedente ha generato. Le vicende che narra sono forti, crude e realistiche. Le due protagoniste perdono l’innocenza ed entrano in una fase difficile e complicata, dove regna l’insoddisfazione. Anche il loro rapporto muta, diventa più adulto. Voglio focalizzare la mia analisi su alcuni punti degni di nota.

Storia del nuovo cognome tra scelte sbagliate, fragilità, indifferenza, amore non dichiarato e adolescenza…

• LE SCELTE SBAGLIATE

Si parla prima di tutto di scelte. Scelte che i personaggi, volontariamente e non, intraprendono aspirando un futuro migliore. In L’amica geniale Lila sceglie di sposare Stefano, ma già all’inizio di questo secondo capitolo si rende conto di aver fatto un grosso sbaglio. Fondamentalmente lei spinta dalla sua famiglia aveva scelto il pretendente meno peggio.
La disastrosa luna di miele, le botte, l’essere trattata semplicemente come una bella moglie da sfoggiare, sono tutti elementi che si aggiungono alla scelta di Stefano di entrare in affari con i Solara che le fanno capire di aver sbagliato tutto. La vita della signora Carracci rappresenta tutto quello che lei non avrebbe mai voluto e si rende conto che tutto ciò che ha fatto non è servito a niente.

-Che tipo di uomo aveva sposato? Adesso, a cose fatte, si sarebbe strappato la faccia finta, mostrandole quella orribilmente vera?-
[cit. Elena “Storia del nuovo cognome”]

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• LA FRAGILITÀ

Lila fin dal primo romanzo viene descritta come una persona cattiva. Lo stesso Stefano pensava che la moglie avesse un veleno dentro e che uccidesse tutti i bambini che concepiva.

-Ma ha una forza dentro che non riesco a spiegare. È una forza cattiva che rende inutili le buone maniere, tutto. Un veleno. Lo vedi che non rimane incinta? […] Lei, con la forza che ha, s’ammazza i figli dentro, Lenù, e lo fa apposta per far credere che non so fare l’uomo […]-
[cit. Stefano in “Storia del nuovo cognome”]

In realtà questa è solo una maschera che la Ferrante le ha fatto indossare. Tutta la forza interiore che Lila dimostra è la rappresentazione esterna della sua fragilità.
La scrittrice descrive il suo profondo stato di infelicità che la tormenta. Dietro la sua corazza la ragazza nasconde un animo fragile e insicuro. Al contrario Elena, che è l’esempio di una persona insicura di sé, dimostra di essere determinata. La protagonista con grande coraggio prende la sua valigia e parte da sola per Pisa. Questo gesto rappresenta il suo emergere dalla realtà del rione, la sua voglia di essere diversa da quella gente. Lila, invece, viene risucchiata da quel contesto.

• L’INDIFFERENZA

Una delle scene più forti, a parer mio più degli abusi, è quella in cui Lila e Stefano tornano dal viaggio di nozze e in casa trovano le loro famiglie a festeggiare il fidanzamento tra Pinuccia e Rino.
Lila ha il volto pieno di lividi, ma nessuno sembra accorgersene o preoccuparsi per lei. La Ferrante si sofferma sugli sguardi di Nunzia, mamma della ragazza, e della suocera Maria. Le due donne osservano Lila, si accorgono e capiscono quello che è successo, ma non dicono nulla. La scrittrice attraverso le parole di Elena ci spiega che le donne erano abituate ad essere picchiate dai padri o dai mariti, sapevano che dovevano subire e non dire niente, era quello il loro ruolo nella famiglia e nella società: stare zitte.

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-Avevamo visto i nostri padri picchiare le nostre madri fin dall’infanzia.
Eravamo cresciute pensando che un estraneo non ci doveva nemmeno sfiorare, ma che il genitore, il fidanzato e il marito potevano prenderci a schiaffi quando volevano.
Per amore.
Per educarci.
Per rieducarci.-
[cit. Elena in “Storia del nuovo cognome”]

• L’AMORE NON DICHIARATO

Elena ama Nino fin dal momento in cui da bambini lui le aveva detto che da grande voleva sposarla. La Ferrante ci descrive la sua frustrazione sentimentale. Il ragazzo all’inizio mostra interesse per lei, ma poi la ignora e concentra la sua attenzione su Lila. La protagonista non riesce mai a dichiarare il suo amore e neanche a confidare all’amica i suoi sentimenti per il ragazzo.
Anche Enzo è innamorato di Lila da tanto tempo, fin da quel giorno alle elementari in cui lei lo aveva battuto nella gara di tabelline. Ci sono tanti momenti in cui cerca di avvicinarsi alla ragazza, ma lei sembra non accorgersi mai di lui che la osserva amandola in silenzio. La sua occasione si presenta quando Lila rimane da sola e con un bambino, lui la porta con sé. Non è il “principe azzurro” che la salva dalla torre, ma un ragazzo gentile e rispettoso che le offre finalmente la possibilità di una vita libera.

• L’ADOLESCENZA NON VISSUTA

Lila e Pinuccia sono catapultate in un contesto storico in cui sposarsi a sedici anni era la normalità, ma nello stesso tempo sono consapevoli che tutto ciò non è normale. Prendono coscienza della propria adolescenza non vissuta nel capitolo ambientato a Ischia. Le due ragazze si tolgono il trucco e gli abiti da signore per trascorrere le spensierate giornate in spiaggia in compagnia di Nino e Bruno, ed è proprio lì che capiscono cosa si stanno perdendo. Lila si innamora di Nino che le fa scoprire la passione e la dolcezza dell’amore non imposto. Pinuccia si prende una cotta per Bruno, ma si spaventa tanto da tornare in anticipo a Napoli da suo marito Rino per il timore di cedere a quel sentimento.

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• LA MAMMA DI ELENA

Immacolata Greco è il personaggio rivelazione di questo capitolo. In L’amica geniale viene dipinta come una mamma burbera dalla lingua tagliente che non mostra il suo affetto ai figli. Sembra quasi invidiosa dell’intelligenza di Elena e dei suoi successi scolastici.
In Storia del nuovo cognome, invece, impariamo a conoscerla davvero. La donna si dimostra una brava mamma che desidera il meglio per la figlia. Piange quando vede i libri scolastici nuovi che Lila regala all’amica, libri che lei non le ha mai potuto comprare. Significativo è il viaggio verso Pisa che intraprende da sola per accudirla mentre stava male. Attraverso il suo personaggio la Ferrante vuole rappresentare la forza e il coraggio che ogni mamma internamente possiede.

-Come si chiama il tuo fidanzato?-. Lo sapeva, ma aveva qualcosa in mente e per comunicarmelo voleva partire da lì.
-Pietro Airota.-
-Tu quindi ti chiamerai Airota.-
-Si.-
-E se fai un altro libro, sulla copertina ci sarà scritto Airota?-.
-No-
-Perché?-
-Perché mi piace Elena Greco-
-Anche a me- disse.
[cit. Immacolata ed Elena in “Storia del nuovo cognome”]

Elena Ferrante descrive tutti questi elementi attraverso le vicende dei suoi personaggi sensibilizzando il lettore verso una realtà, anche se storicamente lontana, molto vicina per le tematiche affrontate. La sua scrittura è fluida, piacevole, ma soprattutto ricca di emozioni.

Lisa Frisco 

Storia del nuovo cognome, di Elena Ferrante 

Casa editrice: edizioni E/O
Collana: Dal mondo
I edizione: 19 settembre 2012
Pagine: 480

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